sabato 7 novembre 2009

Il parere delle Regioni sul decreto precari

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Dl precari, le Regioni dicono no (a maggioranza)

Questo pomeriggio, nel corso della riunione odierna a Roma della Conferenza Stato Regioni, queste ultime hanno espresso a maggioranza un parere negativo sul decreto emanato dal governo sui precari della scuola.

"E' una scelta - ha commentato l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro della Toscana Gianfranco Simoncini all'uscita dall'incontro - che nasce prima di tutto dal fatto che non vi è stato, da parte del governo, nessun coinvolgimento preliminare delle Regioni su un decreto che scarica sostanzialmente su queste ultime i costi sociali dei tagli operati sulla scuola".

Inoltre, prosegue Simoncini, "lo stesso testo prevede un meccanismo di intervento che ridurrebbe le Regioni a un mero ruolo di sostegno finanziario di decisioni prese a livello di singole scuole".

Le Regioni hanno quindi riaffermato la volontà di essere comunque disponibili ad affrontare il problema del personale precario della scuola.

"In particolare la Regione Toscana - ha ricordato l'assessore - è già intervenuta per garantire l'apertura di oltre 40 sezioni di scuola dell'infanzia, dando così una risposta ai bisogni di bambine e bambini e garantendo posti di lavoro per coloro che ne erano stati esclusi. Prossimamente la Regione valuterà anche la possibilità di un ulteriore intervento che, muovendo dalla lotta alla dispersione scolastica e dal sostegno alle competenze di ragazze e ragazzi, preveda modalità di utilizzo del personale precario della scuola".

Un commento non dissimile da Simoncini viene dal vicepresidente della giunta della Regione Calabria, Domenico Cersosimo, che ha partecipato a Roma alla Conferenza.
"Il disegno di legge del Governo per la conversione in legge del decreto n. 134 - ha spiegato Cersosimo - non risolve i problemi che esso ha determinato: offre risposte parziali solo ad una piccola quota dei precari e non affronta per nulla le questioni legate alla qualità dell'offerta formativa che, come è evidente, subirà un peggioramento per effetto dell'aumento degli alunni per classe, per la riduzione degli insegnanti di sostegno e di lingue, per la riduzione delle supplenze brevi. È altrettanto paradossale - ha aggiunto - che il testo del disegno di legge approvato dalla Camera sia stato modificato rispetto al testo iniziale con l'introduzione di alcuni articoli su materie di competenza regionale, come l'Anagrafe degli studenti, o non pertinenti, come i libri di testo e l'accesso all'esame di Stato. Anche per queste ragioni - ha detto ancora il vice presidente - la nostra Regione si è dichiarata fortemente contraria al disegno di legge".

5 novembre 2009
www.tuttoscuola.com

giovedì 5 novembre 2009

Programma della giornata del 7 novembre “Diritti in piazza”

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Pubblico sotto forma di post, per metterlo più in evidenza, il commento di Rosanna con il programma della giornata del 7 novembre organizzata dalla CGIL:

Il PROGRAMMA A FIRENZE
Sabato 7 novembre 2009
Piazza Bartali
di fronte alla Coop di Gavinana


Segnaliamo l'incontro con GENITORI di Firenze e previsto per le 17.30
-Il Comitato Genitori di Sesto F.no è caldamente invitato!

Un sabato pomeriggio dedicato alla conoscenza, a Firenze e nelle piazze d’Italia.

Durante l’intera giornata:
Mutuo Soccorso Lavoratori Atipici – sportello di consulenza per i precari dell’università e della ricerca.
Precari della scuola
La scuola di tutti: i problemi dell’integrazione
Informazioni generali sui sistemi formativi di scuola, università, ricerca
Raccolta firme sulla proposta di legge sull’educazione permanente
Programma degli eventi

ore 14:00 – 15:00. Question Time precari scuola – con Alessandra Faini della FLC/CGIL di Firenze e Francesca Di Marco del CIPI
ore 15:00 – 17:30. Letture di Lettori e Lettrici - La scuola, L’università e la Ricerca, incontrano la cultura. Docenti e ricercatori alle prese con Galileo e Brecht, tossicodipendenze e disabilità, lingue straniere e numeri per una società della conoscenza!
Ore 17:30 – 19:00. Era Gelmini: è ancora la scuola dei Diritti? Genitori ed Insegnanti a confronto. – Introduce Alessandro Rapezzi, Segretario della FLC/CGIL

domenica 1 novembre 2009

Il 7 novembre portiamo in diretta la cultura in 100 piazze d'Italia

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A FIRENZE in Piazza Bartali, davanti alla Coop di Gavinana.

L’intero mondo del sapere, della conoscenza, della cultura in tutte le sue manifestazioni è oggetto di un’offensiva tesa a ridurne il ruolo, controllarne la crescita e la libera espressione, omologare le opinioni e indirizzarle verso un consenso acritico. La Scuola, l’Università, la Ricerca, le Accademie e i Conservatori, cioè i luoghi dove si produce e trasmette il sapere, si coltivano le intelligenze, si insegna la libertà, sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione a puri ripetitori di ciò che vuole il Governo, attraverso la drastica riduzione delle risorse e attraverso norme che cancellano il diritto universale dei cittadini all’accesso alla cultura, sancito dalla nostra Costituzione.
Insieme con la scandalosa concentrazione del monopolio dell’informazione nelle mani del Presidente del Consiglio, con la riduzione dei finanziamenti e degli spazi dedicati all’arte, al teatro, al cinema, alla ricerca artistica, l’attacco al sistema della conoscenza rappresenta il punto più alto e pericoloso della condizione di degrado politico e culturale che soffoca il nostro Paese: un pericolo per il presente dei cittadini e per la stessa tenuta delle istituzioni democratiche. Il diffuso disinteresse per la cosa pubblica, il fastidio e l’indifferenza per la politica sono una miscela regressiva che lascia spazio al narcotico di un intrattenimento mediatico che livella verso il basso le intelligenze, e intende soffocare ogni pensiero critico.
Noi non accettiamo questo stato di cose, e non permetteremo che il nostro Paese diventi un luogo senza speranze e senza futuro, governato da satrapi che arricchiscono sulla miseria materiale e morale. Noi vogliamo riportare la conoscenza, il sapere e l’arte al centro di un progetto di investimento sui giovani, attraverso politiche pubbliche in grado di accrescere l’istruzione di qualità per tutti come risposta efficace alla crescente precarietà della vita e del lavoro. Noi chiediamo a tutta la società civile, ai cittadini, alle nuove generazioni, alla parte seria ed onesta di Italiani, di uscire dall’indifferenza, affinché il grande valore della parità nelle opportunità di istruzione torni ad essere la stella polare di una società che garantisca a tutti i diritti civili e sociali.
Per queste ragioni chiediamo un impegno straordinario a tutti coloro che non si rassegnano al declino morale di un’Italia che non merita di essere privata del suo patrimonio di saperi e competenze, parti fondamentali della sua identità e memoria storica.


E' attiva sul sito CGIL.IT una pagina speciale dedicata alla Giornata Nazionale della Tutela Individuale del 7 novembre 2009, dove sono disponibili i materiali e le notizie delle iniziative territoriali che si terranno quel giorno in tutta Italia.Guarda la pagina

sabato 31 ottobre 2009

Alcune indicazioni per rispondere al commento di Sabrina al post del 20 ottobre

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Normativa vigente sull’utilizzo delle ore eccedenti l’orario frontale di copertura dei tempi scuola afferenti al monte ore dell’Organico di Istituto:

a) Art 7 comma 2 del D.L. n°297/94, il quale stabilisce che: “il Collegio docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico del Circolo o dell’Istituto……Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà d’insegnamento garantita a ciascun docente…”;

b) Gli art. n°3,4,5,6 del D.P.R. 275/99 (Autonomia scolastica) stabiliscono che tutti gli aspetti della didattica (programmazione, valutazione, sperimentazione, organizzazione) sono attribuiti all’Istituzione scolastica (attraverso deliberazione degli Organi Collegiali);

c) L’art.28 comma 5 del CCNL 2006/2009 il quale stabilisce che “Nell’ambito delle 22 ore di insegnamento, la quota oraria eventualmente eccedente l’attività frontale e di assistenza alla mensa è destinata, previa programmazione, ad attività di arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad alunni stranieri […]”;

d) Nonostante l’art. 4 comma 4 del Dpr 89/2009 abbia previsto per qualunque modulo orario della scuola primaria l’eliminazione delle compresenze, successivamente l’art. 4 comma 2 del Ccni 26/6/2009 ha ribadito nella sostanza il contenuto del comma 5 dell’art. 28 del Ccnl 2007 “la sostituzione dei docenti di scuola primaria assenti fino a un massimo di 5 giorni, avviene nelle ore di contemporaneità non impegnate per le attività programmate dal collegio dei docenti, nell’ambito del modulo o del plesso di assegnazione e nell’orario di insegnamento programmato per ciascun insegnante; sono peraltro possibili eventuali adattamenti e modificazioni dell’orario suddetto nei limiti previsti dalla contrattazione d’istituto”, (quindi previa delibera del Collegio, che modifichi il Piano delle attività);

e) La C.M. n°38 (Organici di Diritto) del 2 aprile 2009 che dettando i passaggi applicativi della L. 169/08 (Legge Gelmini) indica i possibili utilizzi delle ore eccedenti/ex compresenze/contemporaneità: per le classi a Tempo corto “…ampliare l’offerta formativa della scuola fino a 30 ore………assicurare il tempo mensa per le classi che attuano rientri pomeridiani…….programmare ed organizzare le attività educative e didattiche in base al piano dell’offerta formativa” (pag.8) e per le classi a Tempo Pieno “ ……potranno essere utilizzate prioritariamente per l’ampliamento del tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie e, successivamente, per organizzare e programmare le attività educative e didattiche in base al Piano dell’offerta Formativa” (pag.9)

f) La C.M. n°63 del 6 luglio 2008 (Organici di fatto) ribadisce questa indicazione e alla voce “scuola primaria” prevede l’utilizzo delle ore eccedenti degli ex-Moduli per “… assicurare il tempo mensa alle classi organizzate con rientri pomeridiani e, in subordine, a programmare ed organizzare le attività educative e didattiche in base al piano dell’offerta formativa.” (pag.6) e l’utilizzo delle ore eccedenti del Tempo Pieno (44 ore settimanali per classe) per “….l’ampliamento del Tempo Pieno sulla base delle richieste delle famiglie, nonché per la realizzazione di altre attività volte a potenziare l’offerta formativa (compreso il tempo mensa per le colassi che attualmente praticano in rientri pomeridiani). (pag.7);

g) L’atto di indirizzo MIUR del 8.09.09 recante i criteri generali necessari ad armonizzare gli aspetti pedagogici, didattici ed organizzativi con gli obiettivi previsti dal regolamento DPR del 20.03.2009 n° 89, al punto 3.2.3 (Le modalità organizzative) stabilisce:
“Le diverse articolazioni dell’orario (24, 27, 30 e 40 ore) richiedono un disegno progettuale coerente, rigoroso e organico. Spetta ad ogni istituzione scolastica, nelle sue diverse articolazioni, nel rispetto dei bisogni e delle vocazioni degli alunni e sulla base delle scelte pedagogiche dei docenti, adottare le soluzioni organizzative più idonee al raggiungimento dei traguardi attesi.
I modelli organizzativi. Tutti i modelli orario (24, 27, 30, 40 ore) confluiscono in un progetto pedagogico in cui la diversa consistenza oraria si integra in un piano formativo unitario con comuni traguardi di competenze da raggiungere. … In sostanza, l’indicazione del modello lascia autonomia alle scuole per strutturare orari e assetti didattico-organizzativi, nell’ambito dell’organico assegnato, secondo la propria programmazione e valutazione

venerdì 30 ottobre 2009

Gelmini sicura sull’anno che verrà: ci porterà la riforma delle superiori

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Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, non ha dubbi: la riforma delle superiori prenderà il via già a partire dal prossimo anno scolastico. Lo ha detto, a Roma a margine di una registrazione di una puntata del Maurizio Costanzo Show, rispondendo alle risposte del cronista che le chiedeva lumi sull’approvazione definitiva di un testo che con il passare delle settimane rischia di non avere più margini di attuazione.
Il Ministro è apparso molto sicuro di sé: "giovedì 29 ottobre il testo di riforma - ha detto il responsabile dell'Istruzione – approderà finalmente in Conferenza unificata Stato-Regioni, che darà il suo parere". Anche se è probabile che il giudizio della maggioranza delle Regioni non sia del tutto favorevole, il Ministro sa bene che i rilievi delle Regioni non saranno vincolanti per l’esito finale del provvedimento di riforma. "In ogni caso un parere dovrà arrivare e questo è l’importante", ha tagliato corto la stessa Gelmini. "E presto (entro novembre ndr) lo faranno anche le Commissioni parlamentari che stanno esaminando il testo”. A quel punto mancherebbe solo l’ok del Consiglio di Stato e la firma del Capo dello Stato: due provvedimenti dall’esito praticamente scontato. Tanto che il responsabile del Miur si lascia andare ad un’espressione eloquente: "sì, la riforma - ha detto convinto il Ministro - partirà nel 2010".
Non è comunque del tutto scontato che la Conferenza unificata riesca ad esprimersi con modalità rapide: il blocco dei lavori di circa tre mesi ha infatti accumulato gli argomenti da affrontare. Tanto che giovedì 29 saranno oltre 60 i temi all’ordine de giorno. Per la scuola al primo posto vi sarà, ovviamente, la questione delle sezioni “primavera”, poi, appunto, la riforma delle superiori. Ma anche il dimensionamento delle sedi, il regolamento per le scuole per adulti, il monitoraggio e valutazione sui punti di erogazione del servizio scolastico, la designazione di rappresentanti per il comitato di alternanza scuola-lavoro.
Rispetto alle tante novità normative che il Governo si appresta ad introdurre, il ministro ha detto, durante la registrazione della puntata, che andrà in onda il 1° novembre, di tenere particolarmente non solo ai nuovi licei, ma anche alla riforma dell'istruzione tecnica e professionale: "Alcune Regioni - ha spiegato Gelmini - risultano del tutto carenti rispetto a questo tipo di istituti. La scuola è stata per troppo tempo autoreferenziale". Poi, riferendosi probabilmente alla facoltà delle Regioni di predisporre un piano formativo con una buona parte del curricola degli studenti deciso su base locale, ha sottolineato come sia ormai giunto il"tempo di introdurre delle novità che superino il centralismo burocratico che penalizza la scuola italiana".
Il responsabile dell'istruzione ha anche spiegato che la riforma della scuola secondaria superiore servirà a valorizzare il valore legale dei titoli di studio: "troppe volte - ha sottolineato Gelmini - il diploma e una laurea sono pezzi di carta che risultano poi poco spendibili". [...]

28/10/2009
Da LaTecnicadellaScuola.it

lunedì 26 ottobre 2009

A Scandicci genitori, insegnanti e dirigenti si muovono

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Iniziativa del Comitato Genitori Insegnanti del Comune di Scandicci, programmata per

Mercoledi 18 novembre
ore 9.30
Provveditorato degli Studi di Firenze
Via Mannelli 113
per la consegna dei documenti elaborati da genitori e insegnanti
e da loro sottoscritti
Invitati genitori, bambini/ragazzi, insegnanti, dirigenti
e rappresentanti delle Autorità cittadine

Durante un'Assemblea, svoltasi mercoledi 21 scorso, genitori, insegnanti e dirigenti hanno approvato un documento ciascuno, da presentare al Provveditorato durante la manifestazione del 18 novembre.
La raccolta delle firme sui documenti inizierà la prossima settimana, ve li mando in allegato perchè possiate visionarli.
Avremmo piacere che ciascun Comitato potesse elaborare richieste similari (o sottoscrivere la nostra) e si potesse presentare con noi quel giorno, con un congruo numero di firme.
All'assemblea del 21 erano presenti il Sindaco Simone Gheri, l'Assessore ai Servizi Educativi Sandro Fallani, tutti i Dirigenti degli Istituti e Circolo di Scandicci, le DSGA, i Presidenti dei Consigli di Istituto, la rappresentanza del Comitato. Sono intervenuti molti rappresentanti di classe e tanti genitori.
Gli argomenti di discussione, come potete immaginare, sono stati gli effetti della riforma Gelmini sull'attività scolastica ordinaria, sulle finanze della scuola e quant'altro.
Sperando di potervi incontrare il 18 novembre alla Manifestazione,
un saluto
Annalisa Scopinaro
Segreteria Comitato

Documento Genitori
http://docs.google.com/Doc?docid=0AeJNojSsjST3ZGN4OHg2dDhfMTAzZ202c25oZDQ&hl=en

Documento Docenti
http://docs.google.com/Doc?docid=0AeJNojSsjST3ZGN4OHg2dDhfMTAyZGZnZ3pud3Q&hl=en

Documento Dirigenti
http://docs.google.com/Doc?docid=0AeJNojSsjST3ZGN4OHg2dDhfMTAxZG1qcDN4ZG0&hl=en

domenica 25 ottobre 2009

La CGIL si prepara a uno sciopero della scuola

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Epifani: governo devastante.
A dicembre sciopero

L’occasione è l’assemblea nazionale a Roma delle rappresentanze sindacali unitaria della Conoscenza. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ascolta tutti gli interventi: i precari della scuola e della ricerca, i collaboratori scolastici e gli amministrativi. Poi non fa in tempo ad avvicinarsi al microfono, che scatta l’applausometro. Epifani tocca tutte le questioni, i “guai” - spiega - in cui “siamo precipitati nel sistema Paese”, analizzando tutti i nodi del “devastante” governo. E a Berlusconi, che rilancia il taglio dell’Irap, replica: “Il primo atto da fare è ridurre le tasse ai lavoratori e pensionati. Questo impone l’equità e la condizione dei consumi”. E sulla scuola dove il malessere è sempre più crescente, il sindacato annuncia la “tabellina” delle mobilitazioni dal 7 al 21 novembre. Fino ad uno sciopero esteso a tutto il pubblico impiego in dicembre.

Crisi e governo “devastante”. In Italia - esordisce il segretario della Cgil - ci sono «una crisi devastante e un governo che lo è altrettanto. Ha agito con furbizia - sottolinea -. Ha deciso di galleggiare perché non affronta seriamente nessuno dei grandi problemi. La questione del Mezzogiorno non la risolve il Ponte sullo stretto. Vuoi fare qualcosa per il Sud? La maggior parte dei precari della scuola sono proprio di queste regioni. E’finita forse la crisi della Borsa e della grande finanza - ha sottolineato Epifani -, mentre c’è un silenzio assordante sulla condizione vera delle persone: sono 570mila i lavoratori che hanno perso il lavoro nell’ultimo anno”. E il sindacato che aveva previsto l’enorme emorragia è stato detto di essere un “disfattista”. Per il leader della Cgil, la crisi non la si affronta con una finanziaria ordinaria. Occorrerebbe piuttosto “una tassa su tutte le transazioni finanziarie. Per una questione di giustizia”: non è giusto che paghi chi non è responsabile della crisi.

La questione morale che sta dentro questa crisi - accusa Epifani - “è vergognosamente scomparsa”. Ci sono responsabilità politiche di chi sapeva e non si è posto alcun problema. Sono stati spesi miliardi di euro per sollevare le banche. “Trovo incredibile che quella montagna di debito pubblico creata per salvare le banche - ha detto Epifani - ci venga poi messa davanti quando chiederemo investimenti per la scuola, per le realtà produttive, per i giovani”.

Scuola e ricerca. La Cgil è pronta a mettere sul tappeto anche uno sciopero della scuola se le cose non cambieranno. «C’è un vero malessere nella scuola ha detto Epifani -. La questione dei precari è solo parzialmente risolta. Il fatto che manchino investimenti per avere scuole sicure, per il sostegno, per il tempo pieno, per avere classi meno numerose, il fatto che non si consideri la scuola e la formazione temi centrali in un periodo di crisi fanno sì che ci sia tra i lavoratori della scuola un malessere crescente. In ragione di tutto ciò la Cgil e il sindacato di categoria, la Flc, promuovono una grande manifestazione a Roma per il 21 novembre e, se non cambieranno le cose, pensano anche a uno sciopero». Per Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, i precari che restano fuori dal provvedimento di governo sono circa 100mila. Pantaleo insiste sul “flagello dei tagli” per l’istruzione tra scuola e Atenei. E annuncia l’iniziativa del 7 novembre a Roma, in piazza Navona, e in contemporanea in cento piazze d’Italia per la Conoscenza; seguiranno l’iniziativa del 19 novembre: rapporto tra ricerca e politica industriale. Fino allo sciopero di tutto il pubblico impiego in dicembre.
(Maristella Iervasi)

22 ottobre 2009
Da www.unita.it

sabato 24 ottobre 2009

La scuola nella finanziaria

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Doccia fredda sull'istruzione: in Finanziaria 7,3 miliardi in meno in 3 anni

Meno 7,3 miliardi di euro. A tanto ammontano i risparmi che il ministero dell'Istruzione dovrà centrare per i prossimi 3 anni. Un miliardo e 600mila euro, nel 2010, 2,5 miliardi, nel 2011, e 3,2 miliardi nel 2012. Destino analogo per università ed enti pubblici di ricerca, a cui non solo è fatto espressamente divieto di aumentare il proprio indebitamento netto, già alle stelle, specie in alcune strutture del Centro-Sud, ma, anche, di tenere a freno le richieste finanziarie, che, per il 2010, non potranno superare i soldi ricevuti, a consuntivo, l'anno precedente, incrementati, a seconda dei casi, di un modestissimo 3 o 4 per cento. È appena sbarcata in Senato, il 7 ottobre scorso, la nuova manovra di bilancio per il 2010 (la cui approvazione definitiva dovrà avvenire entro dicembre) e già per l'Istruzione si profila l'ennesima "doccia fredda", con la conferma, anche per il prossimo triennio, della cura "da cavallo" introdotta con la manovra estiva 2008.

Dai risultati, tuttavia, niente affatto scontati. Già nel 2009, infatti, tutti i principali documenti di finanza pubblica redatti da Via XX Settembre hanno evidenziato, per il ministero dell'Istruzione, spese in aumento (soprattutto quelle per il personale), anziché in diminuzione. Una dinamica, a dire il vero, che rischia di ripetersi, anche, nel 2010, dove Viale Trastevere, sottolineano i tecnici di Palazzo Chigi, vedrà ricevere stanziamenti poco superiori ai 55,2 miliardi di euro, a fronte di impegni di spesa già previsti per 56,4 miliardi. Diventa, quindi, urgente invertire la rotta e tirare fuori, senza ulteriori "bluff" contabili, i primi risparmi. Specie in vista delle sempre minori risorse che arriveranno in dote all'Istruzione: e, cioè, nel 2011, 53,5 miliardi e, nel 2012, 53 miliardi netti.

Rispetto al bilancio assestato 2009, la Finanziaria 2010 riduce molti capitoli di spesa di Viale Trastevere. A perdere più di tutti, è la voce Istruzione secondaria di primo grado, con un gap negativo di ben 206 milioni (da 9,7 miliardi, previsti dall'assestamento 2009 a poco meno di 9,5, assegnati dalla manovra 2010). Lascia sul campo quasi 100 milioni (99,1) la programmazione scolastica e 7,5 milioni il diritto allo studio e gli interventi per migliorare la condizione studentesca. Cala, pure, di ben 120 milioni il fondo per gli interventi in materia di istruzione. Le variazioni positive più consistenti riguardano, invece, l'istruzione secondaria di secondo grado e la primaria, che portano a casa, rispettivamente, + 141 e + 112 milioni, rispetto al bilancio assestato 2009. Segno positivo, anche, per la voce istruzione pre-scolastica: nella manovra di assestamento riceveva 4,1 miliardi, che, ora, diventano quasi 4,3. Perdono poche migliaia di euro istruzione post-secondaria e degli adulti, mentre guadagna 4,2 milioni di euro lo stanziamento previsto le scuole non statali.

La voce Università vede ridursi di 652 milioni il proprio stanziamento iniziale, previsto dal bilancio assestato 2009, sceso da 8,5 miliardi di euro a 7,9. Ricerca e innovazione perdono quasi 159 milioni. A essere penalizzata, soprattutto, la ricerca scientifica e tecnologica applicata (-149 milioni, rispetto all'assestamento 2009). Guadagna, invece, soldi la missione Italia in Europa e nel mondo: + 14,9 milioni. Segno positivo a due cifre per la voce "onnicomprensiva" Fondi da ripartire: + 467 milioni. A beneficiarne, soprattutto, interventi perequativi e valorizzazione della carriera del personale scolastico.

20 ottobre 2009
Da www.ilsole24ore.com

mercoledì 21 ottobre 2009

Insegnamenti religiosi e laicità della scuola

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ORA DI ISLAM, UNA RISPOSTA SBAGLIATA AD UN PROBLEMA VERO
Comunicato Stampa dell'Alleanza Evangelica Cattolica

La recente proposta d'introdurre l'insegnamento dell'Islam nelle scuole italiane ha riportato al centro dell'attenzione il ruolo della scuola nelle politiche di integrazione culturale. Non c'è dubbio che la scuola abbia un'importanza cruciale in questo campo, eppure la soluzione intravista è una risposta sbagliata ad un problema reale.
L'Italia è un Paese che, pur essendo uno stato laico, vede una confessione religiosa (quella cattolico-romana) godere di un privilegio iniquo: quello di impartire l'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole pubbliche con insegnanti da essa selezionati ma pagati coi soldi di tutti i contribuenti. Ora, sivorrebbe gravare la scuola statale di un altro insegnamento religioso: quello dell'Islam per favorire l'integrazione degli studenti di famiglie musulmane. Il vizio di fondo dell'IRC, invece di essere risolto, viene esteso ed amplificato ulteriormente.
L'ora di Islam è sbagliata come lo è l'IRC per il fatto che la scuola statale non è la sede per impartire l'insegnamento religioso, qualunque esso sia. Questo compito spetta alle famiglie e alleistituzioni religiose preposte. Piuttosto che introdurre un altro insegnamento confessionale, perché non si mette mano all'abolizione dell'IRC e non si lavora per una legge per la libertà religiosa chefinalmente introduca nel nostro Paese una legislazione rispettosa di tutte le componenti religiose in un quadro di laicità ed uguaglianza?
Solo così ci potrà essere integrazione, anche della minoranza islamica.

martedì 20 ottobre 2009

Qual è la situazione delle supplenze a Firenze e in Toscana?

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Ricevo da Incontro toscano delle scuole e vi inoltro:

La situazione delle supplenze è quest'anno gravissima come non mai: i dirigenti su ordine dell'Amministrazione stanno in ogni scuola cercando in ogni modo di non nominare, costringendo i collegi a deliberare l'utilizzo delle ore eccedenti (ex compresenze) per le supplenze, o ignorando i collegi e impedendogli di deliberare. Questo contro ogni normativa, anche quella stessa della Gelmini!In varie situazioni si procede persino a cambiare gli orari dei docenti,per renderli funzionali alle supplenze, ignorando diritti e legittimità.Per gli orari, il Collegio deve indicare i criteri e il dirigente non può - per normativa- non attenersi.
OCCORRE AVERE UN QUADRO DELLA SITUAZIONE FIORENTINA E TOSCANA E CONFRONTARCI PER MUOVERSI INSIEME. ABBIAMO BISOGNO CHE OGNI SCUOLA COMUNICHI LA SUA SITUAZIONE E, DOVE CI SONO DELIBERE, INVIARLE PER FARLE CONOSCERE AGLI ALTRI E CONFRONTARTE LE REALTA'.
NELL'OLTRARNO ABBIAMO FATTO LA DELIBERA A 0 ORE - PIENAMENTE LEGITTIMA - MA LA DIRIGENTE RIFIUTA DI ATTENERVISI.INVIATEMI TUTTE LE INFORMAZIONI POSSIBILI E I DOCUMENTI AL PIU' PRESTO, IO FARO' UN QUADRO GENERALE E INVIERO' DOCUMENTI SULLE VARIE IPOTESI POSSIBILI DI NOSTRA RISPOSTA. INFORMIAMOCI E MUOVIAMOCI INSIEME PER OSTACOLARE IL DISASTRO E LA SOPRAFFAZIONE!
Sonia Bortolotti