sabato 31 luglio 2010

La guerra tra “poveri” per salvare il tempo pieno

Renzi-Gelmini, l’accordo irrita Cgil Regione e Provincia
L’intesa salva-tempo pieno a Firenze «penalizza altri. Sbagliato sgomitare». La difesa del Comune

L’accordo salva-tempo pieno tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini ha irritato Provincia, Regione e Cgil. Renzi, in un incontro riservato con la Gelmini a Roma, ha infatti trovato un accordo per coprire le richieste a Firenze del tempo pieno a scuola (esultano 600 famiglie). Ma l’assessore provinciale alla scuola Giovanni Di Fede si chiede se «l’accordo raggiunto tra Renzi e il ministro Gelmini non finisca per penalizzare le altre scuole del territorio provinciale: il tempo pieno deve essere tutelato in tutte le sezioni del territorio provinciale fiorentino. La situazione di Firenze non è più grave di quella delle altre realtà della provincia». Di Fede chiede «la medesima attenzione per le sezioni mancanti del territorio provinciale», sottolineando «che gli aggiustamenti sono possibili solo senza modificare il numero totale delle cattedre ».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla scuola Stella Targetti: «Sì alle buone prassi sul tempo pieno, no alle trattative dirette. In uno stato di diritto non è giusto che più riceva chi più sgomita. Il rischio è che passi l’impressione secondo cui certi servizi si possano ottenere a “trattativa diretta”.Non possono prevalere leggi in stile giungla. Non è giusto che qualcuno ricerchi, per suo conto, soluzioni vecchio stile finendo poi per scaricare su altri, più deboli, la propria capacità di convincimento o il maggiore grado di prossimità politica ».
Replica così l’assessore fiorentino alla scuola Rosa Maria Di Giorgi: «Mi sembrano accuse ingenerose. Non si toglie nulla agli altri, ma viene riconosciuta la peculiarità di Firenze, unica città metropolitana. Qui il 10% dei bimbi sono stranieri e molti altri vengono da fuori città, dobbiamo rispondere a più domande».
Intanto, ieri mattina davanti alla prefettura la Flc Cgil ha organizzato un presidio di protesta contro i tagli alla scuola, con genitori e lavoratori del settore. Nel territorio della provincia di Firenze, ricorda il sindacato, per la scuola dell’infanzia mancano ancora 22 insegnanti, mentre per la primaria l'organico dei docenti è diminuito di 48 unità a fronte di un aumento degli alunni. Studenti in aumento anche nella scuola secondaria di primo grado dove si perdono 30 cattedre, mentre per quella di secondo grado si registra una perdita di 141 docenti. Tra il personale tecnico amministrativo il taglio è di 148 unità.
Sull’accordo Renzi-Gelmini, «il ministro attiva un pericoloso metodo che, attraverso singoli accordi, garantisce diritti differenziati sul territorio; questo potrebbe innescare, nei prossimi anni, una migrazione degli studenti dalle province ai capoluoghi - spiega Alessandro Rapezzi, segretario fiorentino della Flc Cgil -. Quell’accordo, visti i tetti agli organici previsti dalla finanziaria, comporterà il taglio in altre istituzioni scolastiche».

Tommaso Galgani
L’Unità

Da/www.regione.toscana.it
31/07/2010

Nessun commento: