martedì 9 marzo 2010

Scuola, una settimana di protesta
E il 12 marzo sciopero generale


Sciopero a staffetta contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Da domani [8 marzo, n.d.r. ] istituti, associazioni, partiti, movimenti, sindacati e moltissime scuole italiane daranno il via a una settimana di proteste contro la riforma della scuola pubblica, che si concluderà il 12 marzo con uno sciopero generale organizzato da associazioni, movimenti, partiti, sindacati, studenti e genitori per chiedere "cambiamenti in extremis alla riforma delle superiori" prima che questa venga pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Da lunedì fino a domenica iniziative, manifestazioni e spettacoli volti a contestare "i tagli al personale e ai fondi destinati alla scuola". Proteste anche sabato 13, quando il "Coordinamento scuole secondarie" di Roma organizzerà un presidio davanti al ministero dell'Istruzione dove i rappresentanti degli istituti superiori Cavour, Mamiani, Morgagni, Kant e Talete distribuiranno volantini "anti-riforma". Domenica, ultimo giorno di mobilitazione organizzato dal "Coordinamento precari scuola". L'organo di rappresentanza di docenti e Ata non di ruolo annuncia che "assedierà il ministero dal 12 al 14 marzo, insieme agli altri comitati, collettivi e coordinamenti che in questi mesi si sono opposti al progetto di demolizione della scuola pubblica".

"Conitp" e "Adesso scuola". In prima fila nell'organizzazione delle proteste, due associazioni di settore a sostegno dei docenti tecnico-pratici: il "Conitp" e "Adesso scuola" che per mercoledì 10 marzo hanno indetto una manifestazione nazionale davanti al ministero dell'Istruzione a Roma. La richiesta è che le Regioni - enti fondamentali nella costruzione dell'offerta formativa degli istituti professionali - "amplino gli organici attraverso l'aggiunta di più ore di laboratorio. Questo perché - spiegano le due associazioni - la perdita della specificità degli istituti professionali alberghieri, nati per valorizzare e formare personale specializzato nel settore turistico e alberghiero, ai primi posti in termini occupazionali, non è tollerabile".

Il Pd e i sindacati. Alla protesta aderisce anche il Partito democratico che scende in piazza giovedì 11: una giornata di mobilitazione nazionale durante la quale verrà chiesto al governo di operare "per una scuola pubblica di qualità". Venerdì 12 sarà la volta dei sindacati: in piazza Cgil, Flc-Cgil, Cobas, Unicobas e Anief. I lavoratori Cgil si uniranno ai manifestanti degli altri comparti, i Cobas si incontreranno in piazza della Repubblica a Roma alle 10 e confluiranno verso il ministero dell'Istruzione. L'Unicobas si ritroverà, invece, a partire dalle 10 in largo Chigi, sempre nella capitale.

Gli studenti autonomi. Per venerdì 12 è previsto il ritorno in piazza dell'Unione degli studenti e del Link-Coordinamento universitario, due reti che insieme sono riuscite a programmare per la prossima settimana decine di cortei e iniziative pubbliche - a Milano, a Roma, a Napoli - all'insegna dello slogan "Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli!"

L'adesione dei genitori. Allo sciopero di venerdì aderiscono anche alcune associazioni di genitori: la "Rete di resistenza in difesa della scuola pubblica" che hanno chiesto alle famiglie di "non mandare i figli a scuola" e di portare davanti al ministero dell'Istruzione un emblematico simbolo della protesta: "Un rotolo di carta igienica". Il Comitato genitori non ha aderito allo sciopero, a differenza di quanto comunicato dalle agenzie.

Da www.repubblica.it/scuola
7 marzo ‘10

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