Carcere senza scuola, reinserimento a rischio
Oltre cento detenuti rimangono senza scuola. Accade al carcere fiorentino di Sollicciano, dove, spiegano gli insegnanti delle scuole interessate, “i tagli ministeriali hanno provocato l’azzeramento dei corsi”. Ecco perché, continuano, “siamo realmente preoccupati per la salute dei detenuti, che intravedevano nella scuola l’unico diversivo ad una condizione angosciante”.
A lanciare l’allarme anche i senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti. “Il 26 agosto – si legge nella nota dei due senatori - il Ministero dell'Istruzione ha informato gli istituti scolastici che partecipavano al progetto di scolarizzazione degli ospiti del carcere di Sollicciano di una riduzione della pianta organica che li coinvolge. Lo ha deciso l'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana nella sua assegnazione dei posti alla provincia di Firenze, di fatto non consentendo la tenuta dei corsi scolastici regolari o serali che erano previsti anche per l'anno scolastico 2010-2011 nel carcere”. In sostanza, molti detenuti potrebbero essere costretti a rinunciare alle lezioni scolastiche abituali.
Per scongiurare la riduzione dell’organico scolastico, i senatori lanciano un appello a Enrico Rossi e Matteo Renzi, rispettivamente presidente della regione Toscana, sindaco di Firenze e sindaco di Scandicci. “Riteniamo che provincia e regione debbano fare tutti gli sforzi possibili per garantire la ripresa regolare dei corsi dai primi di settembre – spiegano i radicali – E’ in gioco la credibilità delle istituzioni in un campo delicato e costituzionalmente centrale, quello del rispetto dei diritti anche di chi delinque”.[…]
Da www.affaritaliani.it
30/08/2010
martedì 31 agosto 2010
venerdì 27 agosto 2010
Firenze: il tempo pieno “fantasma”
SCUOLA: GENITORI DI FIRENZE, MANCANO CATTEDRE TEMPO PIENO PROMESSE
"Scherzi dell'estate: a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico, ancora mancano all'appello le cattedre di tempo pieno per Firenze promesse a fine luglio dal ministro Mariastella Gelmini e dal sindaco Matteo Renzi. Mentre l'ufficio scolastico si affanna a nominare tutti gli altri insegnanti, dal ministero di viale Trastevere ancora nessuna notizia a proposito dei dieci posti che dovrebbero garantire il tempo pieno ai bambini del capoluogo toscano". La denuncia arriva dall'associazione genitori A.Ge. Toscana.
"Siamo ad agosto ormai avanzato - dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell'A.Ge. Toscana - Non dubitiamo tuttavia che il ministro Gelmini e il sindaco Renzi si attiveranno in ogni modo per mantenere gli impegni presi pubblicamente. Come genitori vorremmo che un uguale impegno fosse profuso per i bambini delle altre 56 classi rimaste escluse dal tempo pieno nella provincia di Firenze, e anche a favore dei ragazzi delle superiori, che subiranno tagli altrettanto pesanti".
A fine luglio, ricorda l'associazione, "comune di Firenze e ministero dell'Istruzione resero pubblico un accordo secondo il quale, a fronte di un numero di insegnanti contingentato a livello regionale, alla città di Firenze sarebbero state assegnate dieci cattedre in più per soddisfare le richieste di iscrizione al tempo pieno. Per le altre 14 sezioni non coperte dall'accordo, come dichiara lo stesso comune di Firenze, il tempo pieno sarà coperto grazie all'impegno profuso dai dirigenti scolastici fiorentini che sono riusciti a coprire il fabbisogno di ore utilizzando gli insegnanti a disposizione anche se questo comporterà uno "spezzettamento" dell'orario che sicuramente non va a vantaggio della qualità dell'insegnamento".
"Come sempre accade in Italia - prosegue l'A. Ge Toscana - la faccenda da scolastica ha fatto presto a diventare politica e si sono persi gli esatti confini della vicenda, fatto sta che bambini e ragazzi sono tutti uguali, che quello all'istruzione è un diritto e che (grazie anche al ritardo di un mese delle iscrizioni e agli esiti del ricorso al Tar sulla riforma della scuola superiore) per la prima volta dopo molti anni il suono della prima campanella troverà molti posti di insegnante ancora scoperti".
Da www.asca.it
26/08/2010
"Scherzi dell'estate: a pochi giorni dall'avvio del nuovo anno scolastico, ancora mancano all'appello le cattedre di tempo pieno per Firenze promesse a fine luglio dal ministro Mariastella Gelmini e dal sindaco Matteo Renzi. Mentre l'ufficio scolastico si affanna a nominare tutti gli altri insegnanti, dal ministero di viale Trastevere ancora nessuna notizia a proposito dei dieci posti che dovrebbero garantire il tempo pieno ai bambini del capoluogo toscano". La denuncia arriva dall'associazione genitori A.Ge. Toscana.
"Siamo ad agosto ormai avanzato - dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell'A.Ge. Toscana - Non dubitiamo tuttavia che il ministro Gelmini e il sindaco Renzi si attiveranno in ogni modo per mantenere gli impegni presi pubblicamente. Come genitori vorremmo che un uguale impegno fosse profuso per i bambini delle altre 56 classi rimaste escluse dal tempo pieno nella provincia di Firenze, e anche a favore dei ragazzi delle superiori, che subiranno tagli altrettanto pesanti".
A fine luglio, ricorda l'associazione, "comune di Firenze e ministero dell'Istruzione resero pubblico un accordo secondo il quale, a fronte di un numero di insegnanti contingentato a livello regionale, alla città di Firenze sarebbero state assegnate dieci cattedre in più per soddisfare le richieste di iscrizione al tempo pieno. Per le altre 14 sezioni non coperte dall'accordo, come dichiara lo stesso comune di Firenze, il tempo pieno sarà coperto grazie all'impegno profuso dai dirigenti scolastici fiorentini che sono riusciti a coprire il fabbisogno di ore utilizzando gli insegnanti a disposizione anche se questo comporterà uno "spezzettamento" dell'orario che sicuramente non va a vantaggio della qualità dell'insegnamento".
"Come sempre accade in Italia - prosegue l'A. Ge Toscana - la faccenda da scolastica ha fatto presto a diventare politica e si sono persi gli esatti confini della vicenda, fatto sta che bambini e ragazzi sono tutti uguali, che quello all'istruzione è un diritto e che (grazie anche al ritardo di un mese delle iscrizioni e agli esiti del ricorso al Tar sulla riforma della scuola superiore) per la prima volta dopo molti anni il suono della prima campanella troverà molti posti di insegnante ancora scoperti".
Da www.asca.it
26/08/2010
giovedì 26 agosto 2010
Siena: no ai tagli alla scuola
Venerdì 27 agosto in piazza contro i tagli alla scuola pubblica.
A Siena i primi ''effetti'' della riforma Gelmini
"A settembre per la scuola la campanella suona a morto". E' questo il titolo della manifestazione pubblica che si terrà venerdì 27 agosto a Siena per dire "no" ai tagli indiscriminati alla scuola e per chiedere al governo un'istruzione pubblica di qualità. L'iniziativa è organizzata dal Partito democratico; Sinistra ecologia e libertà; Italia dei Valori; Partito socialista italiano e Federazione della Sinistra con l'adesione di Cgil, Uil, Arci, Fds e Coordinamento precari scuola.
Il corteo si snoderà per le vie del centro storico di Siena, con partenza alle ore 18 da piazza Sant'Agostino, di fronte al liceo Piccolomini e arrivo nella Fortezza Medicea. La manifestazione sarà accompagnata dalla musica della "Sciacchetrà street band" e si chiuderà con gli interventi di Stella Targetti, assessore regionale all'istruzione.
La situazione della scuola si sta dimostrando "grave" anche in provincia di Siena, come dimostra la protesta dei genitori dei ragazzi del Liceo Scientifico Galilei che hanno saputo solo in questi giorni il taglio di una "quarta", con libri di testo già comprati. E il liceo senese non è il solo. Il prossimo anno altri istituti dovranno fare a meno di supplenze, insegnanti e personale di ruolo con il risultato di avere classi più numerose (molte sono sopra i 35 alunni previsti per legge), minore ore di lezione, meno ore di sostegno e con personale non qualificato, e il rischio concreto che alcuni istituti periferici del nostro territorio possano essere molto ridimensionati. […]
Da www.valdelsa.net
25/08/2010
A Siena i primi ''effetti'' della riforma Gelmini
"A settembre per la scuola la campanella suona a morto". E' questo il titolo della manifestazione pubblica che si terrà venerdì 27 agosto a Siena per dire "no" ai tagli indiscriminati alla scuola e per chiedere al governo un'istruzione pubblica di qualità. L'iniziativa è organizzata dal Partito democratico; Sinistra ecologia e libertà; Italia dei Valori; Partito socialista italiano e Federazione della Sinistra con l'adesione di Cgil, Uil, Arci, Fds e Coordinamento precari scuola.
Il corteo si snoderà per le vie del centro storico di Siena, con partenza alle ore 18 da piazza Sant'Agostino, di fronte al liceo Piccolomini e arrivo nella Fortezza Medicea. La manifestazione sarà accompagnata dalla musica della "Sciacchetrà street band" e si chiuderà con gli interventi di Stella Targetti, assessore regionale all'istruzione.
La situazione della scuola si sta dimostrando "grave" anche in provincia di Siena, come dimostra la protesta dei genitori dei ragazzi del Liceo Scientifico Galilei che hanno saputo solo in questi giorni il taglio di una "quarta", con libri di testo già comprati. E il liceo senese non è il solo. Il prossimo anno altri istituti dovranno fare a meno di supplenze, insegnanti e personale di ruolo con il risultato di avere classi più numerose (molte sono sopra i 35 alunni previsti per legge), minore ore di lezione, meno ore di sostegno e con personale non qualificato, e il rischio concreto che alcuni istituti periferici del nostro territorio possano essere molto ridimensionati. […]
Da www.valdelsa.net
25/08/2010
martedì 24 agosto 2010
Altre “novità” dalla Gelmini: il decreto operativo sull’anagrafe degli studenti
6 milioni di studenti all’anagrafe: la Gelmini firma il decreto operativo
Dal Ministero di Trastevere arriva la novità del nuovo anno scolastico: l’anagrafe degli studenti per contrastare l’abbandono scolastico. Molte le critiche riguardanti la privacy.
Dopo cinque anni dalla sua approvazione legislativa e dopo aver ottenuto l’approvazione del Garante della Privacy, il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha firmato il decreto operativo dando il via alla molto discussa “anagrafe degli studenti“. Il progetto consiste in un’enorme banca dati che raccoglie le informazione su ogni singolo studente italiano. Oltre 6 milioni di ragazzi, insomma, verranno identificati attraverso i loro “dati sensibili”, il percorso di studi intrapreso e quello formativo. A fornire tali informazioni saranno tutte le scuole, a partire da quelle di primo grado, che dal primo settembre dovranno comunicare i dati al Ministero.
La proposta non piace all’opposizione, ai sindacati e agli studenti, che temono “schedature di massa” e considerano questa anagrafe “lesiva dei diritti civili, soprattutto della privacy“. A parlare è il segretario di Flc-Cgil, Domenico Pantaleo: “L’anagrafe potrebbe fornire dati sullo stato di salute, le convinzioni religiose o di altro genere e dati giudiziari“. Mentre per Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola, l’anagrafe è uno “strumento utile che consente di pianificare meglio gli interventi educativi“.
Da Trastevere fanno sapere che la banca dati servirà per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, grazie ai dati inviati dalle scuole e alle liste regionali e comunali di popolazione e studenti, mentre, per quanto riguarda i dati individuali e identificativi di ciascun studente, il Ministero afferma che questi “verranno raccolti e trattati secondo le modalità previste e approvate dal Garante della Privacy, per cui certe polemiche sono prive di fondamento“.
I dati raccolti spazieranno dal codice fiscale degli studenti a quelli anagrafici, dai dati sulla loro valutazione a quelli relativi agli esami finali di ciclo a quelli di qualifica. Inoltre, “per finalità di rilevante interesse pubblico“, fa sapere il Ministero, l’anagrafe potrà contenere anche informazioni utili per rivelare le condizioni di salute e dati indispensabili per individuare il tipo di istituto in cui lo studente assolve l’obbligo scolastico.
Feroci critiche arrivano dall’opposizione dalle parole del capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera, Manuela Ghizzoni. Per il Pd, il sistema rappresenta un “modo ambiguo e inadeguato di affrontare la dispersione scolastica, che violenta la privacy degli studenti e l’intimità della sfera familiare visto che il ministro Gelmini sembra interessato a schedare gli alunni a seconda che siano figli di genitori separati o meno“. E Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del Pd, afferma: “Non si capisce perché collezionare informazioni sullo stato di salute, il credo religioso e i dati giudiziari. Elementi non necessari e che devono essere immediatamente cancellati per evitare di passare da una buona iniziativa ad una schedatura che ricorda i provvedimenti del ventennio. La Gelmini viola la privacy dei minori.”
Infine gli studenti, attraverso l’Uds, Unione degli Studenti, coordinata da Tito Russo, definiscono “grottesco” il fatto che il ministro Gelmini si preoccupi di anagrafe “quando le scuole non sanno come pagare gli stipendi e che programmi fare a settembre. Un’altra trovata estiva, come quella delle assenze segnalate con un sms dello scorso anno e che poi non è mai partita“.
(Augusto D’Amante)
10/08/2010
Da www.newnotizie.it
Dal Ministero di Trastevere arriva la novità del nuovo anno scolastico: l’anagrafe degli studenti per contrastare l’abbandono scolastico. Molte le critiche riguardanti la privacy.
Dopo cinque anni dalla sua approvazione legislativa e dopo aver ottenuto l’approvazione del Garante della Privacy, il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha firmato il decreto operativo dando il via alla molto discussa “anagrafe degli studenti“. Il progetto consiste in un’enorme banca dati che raccoglie le informazione su ogni singolo studente italiano. Oltre 6 milioni di ragazzi, insomma, verranno identificati attraverso i loro “dati sensibili”, il percorso di studi intrapreso e quello formativo. A fornire tali informazioni saranno tutte le scuole, a partire da quelle di primo grado, che dal primo settembre dovranno comunicare i dati al Ministero.
La proposta non piace all’opposizione, ai sindacati e agli studenti, che temono “schedature di massa” e considerano questa anagrafe “lesiva dei diritti civili, soprattutto della privacy“. A parlare è il segretario di Flc-Cgil, Domenico Pantaleo: “L’anagrafe potrebbe fornire dati sullo stato di salute, le convinzioni religiose o di altro genere e dati giudiziari“. Mentre per Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola, l’anagrafe è uno “strumento utile che consente di pianificare meglio gli interventi educativi“.
Da Trastevere fanno sapere che la banca dati servirà per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, grazie ai dati inviati dalle scuole e alle liste regionali e comunali di popolazione e studenti, mentre, per quanto riguarda i dati individuali e identificativi di ciascun studente, il Ministero afferma che questi “verranno raccolti e trattati secondo le modalità previste e approvate dal Garante della Privacy, per cui certe polemiche sono prive di fondamento“.
I dati raccolti spazieranno dal codice fiscale degli studenti a quelli anagrafici, dai dati sulla loro valutazione a quelli relativi agli esami finali di ciclo a quelli di qualifica. Inoltre, “per finalità di rilevante interesse pubblico“, fa sapere il Ministero, l’anagrafe potrà contenere anche informazioni utili per rivelare le condizioni di salute e dati indispensabili per individuare il tipo di istituto in cui lo studente assolve l’obbligo scolastico.
Feroci critiche arrivano dall’opposizione dalle parole del capogruppo Pd in Commissione Istruzione alla Camera, Manuela Ghizzoni. Per il Pd, il sistema rappresenta un “modo ambiguo e inadeguato di affrontare la dispersione scolastica, che violenta la privacy degli studenti e l’intimità della sfera familiare visto che il ministro Gelmini sembra interessato a schedare gli alunni a seconda che siano figli di genitori separati o meno“. E Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria del Pd, afferma: “Non si capisce perché collezionare informazioni sullo stato di salute, il credo religioso e i dati giudiziari. Elementi non necessari e che devono essere immediatamente cancellati per evitare di passare da una buona iniziativa ad una schedatura che ricorda i provvedimenti del ventennio. La Gelmini viola la privacy dei minori.”
Infine gli studenti, attraverso l’Uds, Unione degli Studenti, coordinata da Tito Russo, definiscono “grottesco” il fatto che il ministro Gelmini si preoccupi di anagrafe “quando le scuole non sanno come pagare gli stipendi e che programmi fare a settembre. Un’altra trovata estiva, come quella delle assenze segnalate con un sms dello scorso anno e che poi non è mai partita“.
(Augusto D’Amante)
10/08/2010
Da www.newnotizie.it
martedì 3 agosto 2010
Il parere dell’assessore regionale Targetti sugli accordi salva-tempo pieno
Targetti: 'Tempo pieno, sì a prassi buone no a trattative dirette. In uno Stato di diritto non è giusto che più riceva chi più sgomita''
"Apprezzabile la scelta di quei Comuni che, davanti a tagli derivanti da scelte governative, scelgono di mettere proprie risorse sul tempo pieno nell'interesse delle famiglie amministrate". Così Stella Targetti, assessore regionale alla pubblica istruzione, con riferimento a possibili accordi diretti tra singoli sindaci e ministro per l'istruzione legati alla soluzione dei tagli che turbano, anche nell'intera Toscana, il mondo scolastico e le famiglie.
"La soddisfazione della Regione Toscana davanti a un Comune che con propri denari contrasta i tagli governativi - prosegue la vicepresidente - è anche rapportata alla necessità di prestare molta attenzione a un rischio: quello che passi l'impressione secondo cui certi servizi si possano ottenere a "trattativa diretta" e in rapporto alle capacità, più o meno elevate, di "sgomitamento". In uno Stato di diritto e in un contesto di comuni difficoltà non possono - conclude Targetti - prevalere norme e leggi in stile giungla. Non è infatti giusto, e penso si sia tutti d'accordo, che qualcuno ricerchi, per suo conto, soluzioni vecchio stile finendo poi per scaricare su altri, più deboli, la propria capacità di convincimento o il maggiore grado di prossimità politica".
Da www.valdelsa.net
02/08/2010
"Apprezzabile la scelta di quei Comuni che, davanti a tagli derivanti da scelte governative, scelgono di mettere proprie risorse sul tempo pieno nell'interesse delle famiglie amministrate". Così Stella Targetti, assessore regionale alla pubblica istruzione, con riferimento a possibili accordi diretti tra singoli sindaci e ministro per l'istruzione legati alla soluzione dei tagli che turbano, anche nell'intera Toscana, il mondo scolastico e le famiglie.
"La soddisfazione della Regione Toscana davanti a un Comune che con propri denari contrasta i tagli governativi - prosegue la vicepresidente - è anche rapportata alla necessità di prestare molta attenzione a un rischio: quello che passi l'impressione secondo cui certi servizi si possano ottenere a "trattativa diretta" e in rapporto alle capacità, più o meno elevate, di "sgomitamento". In uno Stato di diritto e in un contesto di comuni difficoltà non possono - conclude Targetti - prevalere norme e leggi in stile giungla. Non è infatti giusto, e penso si sia tutti d'accordo, che qualcuno ricerchi, per suo conto, soluzioni vecchio stile finendo poi per scaricare su altri, più deboli, la propria capacità di convincimento o il maggiore grado di prossimità politica".
Da www.valdelsa.net
02/08/2010
sabato 31 luglio 2010
La guerra tra “poveri” per salvare il tempo pieno
Renzi-Gelmini, l’accordo irrita Cgil Regione e Provincia
L’intesa salva-tempo pieno a Firenze «penalizza altri. Sbagliato sgomitare». La difesa del Comune
L’accordo salva-tempo pieno tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini ha irritato Provincia, Regione e Cgil. Renzi, in un incontro riservato con la Gelmini a Roma, ha infatti trovato un accordo per coprire le richieste a Firenze del tempo pieno a scuola (esultano 600 famiglie). Ma l’assessore provinciale alla scuola Giovanni Di Fede si chiede se «l’accordo raggiunto tra Renzi e il ministro Gelmini non finisca per penalizzare le altre scuole del territorio provinciale: il tempo pieno deve essere tutelato in tutte le sezioni del territorio provinciale fiorentino. La situazione di Firenze non è più grave di quella delle altre realtà della provincia». Di Fede chiede «la medesima attenzione per le sezioni mancanti del territorio provinciale», sottolineando «che gli aggiustamenti sono possibili solo senza modificare il numero totale delle cattedre ».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla scuola Stella Targetti: «Sì alle buone prassi sul tempo pieno, no alle trattative dirette. In uno stato di diritto non è giusto che più riceva chi più sgomita. Il rischio è che passi l’impressione secondo cui certi servizi si possano ottenere a “trattativa diretta”.Non possono prevalere leggi in stile giungla. Non è giusto che qualcuno ricerchi, per suo conto, soluzioni vecchio stile finendo poi per scaricare su altri, più deboli, la propria capacità di convincimento o il maggiore grado di prossimità politica ».
Replica così l’assessore fiorentino alla scuola Rosa Maria Di Giorgi: «Mi sembrano accuse ingenerose. Non si toglie nulla agli altri, ma viene riconosciuta la peculiarità di Firenze, unica città metropolitana. Qui il 10% dei bimbi sono stranieri e molti altri vengono da fuori città, dobbiamo rispondere a più domande».
Intanto, ieri mattina davanti alla prefettura la Flc Cgil ha organizzato un presidio di protesta contro i tagli alla scuola, con genitori e lavoratori del settore. Nel territorio della provincia di Firenze, ricorda il sindacato, per la scuola dell’infanzia mancano ancora 22 insegnanti, mentre per la primaria l'organico dei docenti è diminuito di 48 unità a fronte di un aumento degli alunni. Studenti in aumento anche nella scuola secondaria di primo grado dove si perdono 30 cattedre, mentre per quella di secondo grado si registra una perdita di 141 docenti. Tra il personale tecnico amministrativo il taglio è di 148 unità.
Sull’accordo Renzi-Gelmini, «il ministro attiva un pericoloso metodo che, attraverso singoli accordi, garantisce diritti differenziati sul territorio; questo potrebbe innescare, nei prossimi anni, una migrazione degli studenti dalle province ai capoluoghi - spiega Alessandro Rapezzi, segretario fiorentino della Flc Cgil -. Quell’accordo, visti i tetti agli organici previsti dalla finanziaria, comporterà il taglio in altre istituzioni scolastiche».
Tommaso Galgani
L’Unità
Da/www.regione.toscana.it
31/07/2010
L’intesa salva-tempo pieno a Firenze «penalizza altri. Sbagliato sgomitare». La difesa del Comune
L’accordo salva-tempo pieno tra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e il ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini ha irritato Provincia, Regione e Cgil. Renzi, in un incontro riservato con la Gelmini a Roma, ha infatti trovato un accordo per coprire le richieste a Firenze del tempo pieno a scuola (esultano 600 famiglie). Ma l’assessore provinciale alla scuola Giovanni Di Fede si chiede se «l’accordo raggiunto tra Renzi e il ministro Gelmini non finisca per penalizzare le altre scuole del territorio provinciale: il tempo pieno deve essere tutelato in tutte le sezioni del territorio provinciale fiorentino. La situazione di Firenze non è più grave di quella delle altre realtà della provincia». Di Fede chiede «la medesima attenzione per le sezioni mancanti del territorio provinciale», sottolineando «che gli aggiustamenti sono possibili solo senza modificare il numero totale delle cattedre ».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla scuola Stella Targetti: «Sì alle buone prassi sul tempo pieno, no alle trattative dirette. In uno stato di diritto non è giusto che più riceva chi più sgomita. Il rischio è che passi l’impressione secondo cui certi servizi si possano ottenere a “trattativa diretta”.Non possono prevalere leggi in stile giungla. Non è giusto che qualcuno ricerchi, per suo conto, soluzioni vecchio stile finendo poi per scaricare su altri, più deboli, la propria capacità di convincimento o il maggiore grado di prossimità politica ».
Replica così l’assessore fiorentino alla scuola Rosa Maria Di Giorgi: «Mi sembrano accuse ingenerose. Non si toglie nulla agli altri, ma viene riconosciuta la peculiarità di Firenze, unica città metropolitana. Qui il 10% dei bimbi sono stranieri e molti altri vengono da fuori città, dobbiamo rispondere a più domande».
Intanto, ieri mattina davanti alla prefettura la Flc Cgil ha organizzato un presidio di protesta contro i tagli alla scuola, con genitori e lavoratori del settore. Nel territorio della provincia di Firenze, ricorda il sindacato, per la scuola dell’infanzia mancano ancora 22 insegnanti, mentre per la primaria l'organico dei docenti è diminuito di 48 unità a fronte di un aumento degli alunni. Studenti in aumento anche nella scuola secondaria di primo grado dove si perdono 30 cattedre, mentre per quella di secondo grado si registra una perdita di 141 docenti. Tra il personale tecnico amministrativo il taglio è di 148 unità.
Sull’accordo Renzi-Gelmini, «il ministro attiva un pericoloso metodo che, attraverso singoli accordi, garantisce diritti differenziati sul territorio; questo potrebbe innescare, nei prossimi anni, una migrazione degli studenti dalle province ai capoluoghi - spiega Alessandro Rapezzi, segretario fiorentino della Flc Cgil -. Quell’accordo, visti i tetti agli organici previsti dalla finanziaria, comporterà il taglio in altre istituzioni scolastiche».
Tommaso Galgani
L’Unità
Da/www.regione.toscana.it
31/07/2010
venerdì 30 luglio 2010
La Flc di Firenze consegna la petizione contro i tagli
Senza sosta le iniziative contro i tagli alla scuola statale
Dopo un anno scolastico di lotte e manifestazioni contro i provvedimenti del governo che minano il funzionamento della scuola pubblica tagliando risorse e personale, la Federazione Lavoratori della Conoscenza di Firenze, sarà ancora in strada con un presidio, venerdì 30 luglio alle 10.30, davanti alla Prefettura in via Cavour.
Una piccola delegazione incontrerà il prefetto per consegnargli le firme raccolte attraverso una petizione e rappresentargli i disagi che sta vivendo il mondo della scuola.
Subito dopo, la delegazione si recherà presso gli uffici della Regione Toscana per consegnare la petizione anche al Presidente.
____________________
Le scelte compiute con la Legge 133/2008 determinano effetti gravi anche nel nostro territorio e compromettono la qualità e la quantità dell’offerta formativa. Molte famiglie vedono respinte le richieste di tempo pieno; nella scuola dell’infanzia ci sono molte bambine e molti bambini in lista d’attesa, cioè senza scuola; le classi, a partire da quelle della scuola media, sono sempre più numerose: anche 28 in presenza di alunni diversamente abili. I sottoscritti denunciano questa situazione e chiedono:
di intervenire, modificando immediatamente i provvedimenti, garantendo per l’anno scolastico 2010/2011
• l’attivazione di nuove sezioni della scuola dell’infanzia annullando le attuali liste d’attesa
• l’istituzione di nuovi posti nella scuola primaria per rispondere alla richieste di tempo pieno
• ulteriori risorse di personale finalizzate alla riduzione del numero degli alunni per classe, a partire dalle situazioni più delicate sul versante della sicurezza degli ambienti scolastici
• risorse integrative per gli appalti finalizzate a garantire la sicurezza e l’igiene dei locali della scuola.
ALLA REGIONE TOSCANA
Un’iniziativa di confronto con gli Enti locali, le scuole, le forze sociali, per definire e coordinare interventi finalizzati alla tutela della scuola toscana, nella prospettiva del nuovo assetto istituzionale del sistema scolastico nazionale, introdotto con la riforma del Titolo V° della Costituzione.
Da www.flcgil.it
29/07/2010
Dopo un anno scolastico di lotte e manifestazioni contro i provvedimenti del governo che minano il funzionamento della scuola pubblica tagliando risorse e personale, la Federazione Lavoratori della Conoscenza di Firenze, sarà ancora in strada con un presidio, venerdì 30 luglio alle 10.30, davanti alla Prefettura in via Cavour.
Una piccola delegazione incontrerà il prefetto per consegnargli le firme raccolte attraverso una petizione e rappresentargli i disagi che sta vivendo il mondo della scuola.
Subito dopo, la delegazione si recherà presso gli uffici della Regione Toscana per consegnare la petizione anche al Presidente.
____________________
PETIZIONE
Le scelte compiute con la Legge 133/2008 determinano effetti gravi anche nel nostro territorio e compromettono la qualità e la quantità dell’offerta formativa. Molte famiglie vedono respinte le richieste di tempo pieno; nella scuola dell’infanzia ci sono molte bambine e molti bambini in lista d’attesa, cioè senza scuola; le classi, a partire da quelle della scuola media, sono sempre più numerose: anche 28 in presenza di alunni diversamente abili. I sottoscritti denunciano questa situazione e chiedono:
AL GOVERNO
di intervenire, modificando immediatamente i provvedimenti, garantendo per l’anno scolastico 2010/2011
• l’attivazione di nuove sezioni della scuola dell’infanzia annullando le attuali liste d’attesa
• l’istituzione di nuovi posti nella scuola primaria per rispondere alla richieste di tempo pieno
• ulteriori risorse di personale finalizzate alla riduzione del numero degli alunni per classe, a partire dalle situazioni più delicate sul versante della sicurezza degli ambienti scolastici
• risorse integrative per gli appalti finalizzate a garantire la sicurezza e l’igiene dei locali della scuola.
ALLA REGIONE TOSCANA
Un’iniziativa di confronto con gli Enti locali, le scuole, le forze sociali, per definire e coordinare interventi finalizzati alla tutela della scuola toscana, nella prospettiva del nuovo assetto istituzionale del sistema scolastico nazionale, introdotto con la riforma del Titolo V° della Costituzione.
Da www.flcgil.it
29/07/2010
giovedì 29 luglio 2010
LA FESTA DELLA CONOSCENZA: scuola, università, ricerca.
LA FESTA DELLA CONOSCENZA: scuola, università, ricerca.
"Fermarli si può" - FLC-CGIL FIRENZE
Saschall, Firenze
15 settembre, 16.00 – 23.30
La conoscenza e la città: parliamo di noi con i cittadini.
Parliamo con la città perché la scuola appartiene alla polis, è il centro della politica e del futuro.
Cerchiamo insieme che cosa si può fare per fare la scuola che piace a noi anche "al tempo del colera".
Stand informativi (SCUOLA, UNIVERSITà, RICERCA, SCUOLA PRECARIA, SCUOLA E MIGRANTI, DIVERSAMENTE SCUOLA', BUONE PRATICHE, ....) per tutto il pomeriggio e la sera; music...a, eventi, interviste "Raccontaci la scuola"; agorà di discussione su quel che è successo con le manovre Gelmini e soprattutto su cosa fare per fermarli perché "Fermarli si può". Tavola rotonda con le istituzioni; apericena; concerto e guest stars.
Impoverire la conoscenza è compromettere il nostro futuro.
Gli interventi del Governo sui settori della conoscenza negli ultimi 2 anni destrutturano il sistema pubblico di istruzione.
COSA CAMBIA E COSA NON AVREMO PIU’
COME RILANCIARE IL VALORE DELLA FORMAZIONE
PARLIAMONE INSIEME
Programma:
- ore 17.00: Parliamone in “Piazza”- assemblea pubblica per rappresentare cosa sta accadendo
nella scuola, università, ricerca, raccontato da chi in questi luoghi quotidianamente ci vive e
opera, docenti, genitori, studenti, dirigenti, tecnici amministrativi, ricercatori,
amministratori, ecc.
- ore 18.20: Intervento musicale dei ragazzi scuola media E. Fermi di Scandicci
- ore 18.30: “IL FUTURO DELLA CONOSCENZA” Tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni (LAVORI IN CORSO !!!!)
- ore 20.00 APERICENA
- ore 21.00 Concerto del gruppo “CASA DEL VENTO”
Durante l’iniziativa saranno attivi i seguenti stand:
1) Siamo tutti aquilani! La situazione della Conoscenza a L’Aquila dopo il terremoto
2) La FLC/CGIL: materiali informativi su tutti i settori della conoscenza
3) Conoscenza Precaria: i precari del nostro comparto incontrano la cittadinanza per illustrare la propria condizione
4) La conoscenza e i migranti
5) Diversamente conoscenza: sportello informativo sulle normative e le opportunità delle persone disabili
6) Alla Ricerca del tempo che fa: il consorzio LAMMA presenta la propria esperienza
7) Conoscere il territorio: la facoltà di Geologia presenta una parte della propria attività
8) Scuola, territorio, mondo: l’esperienza di una delle nostre scuola, l’ITI Leonardo Da Vinci di Firenze
Sarà attivo un laboratorio artistico dalle 17 alle 19 che oltre a svolgere attività di animazione con i ragazzi presenti, dimostrerà il valore delle attività laboratoriali nella scuola.
Saranno presenti operatori di Novaradio che in diretta intervisteranno i presenti in quanto intendiamo dare uno spazio in cui ognuno possa esprimere la propria esperienza.
La giornata sarà documentata da un video curato da alcuni ex allievi delle nostre scuole.
"Fermarli si può" - FLC-CGIL FIRENZE
Saschall, Firenze
15 settembre, 16.00 – 23.30
La conoscenza e la città: parliamo di noi con i cittadini.
Parliamo con la città perché la scuola appartiene alla polis, è il centro della politica e del futuro.
Cerchiamo insieme che cosa si può fare per fare la scuola che piace a noi anche "al tempo del colera".
Stand informativi (SCUOLA, UNIVERSITà, RICERCA, SCUOLA PRECARIA, SCUOLA E MIGRANTI, DIVERSAMENTE SCUOLA', BUONE PRATICHE, ....) per tutto il pomeriggio e la sera; music...a, eventi, interviste "Raccontaci la scuola"; agorà di discussione su quel che è successo con le manovre Gelmini e soprattutto su cosa fare per fermarli perché "Fermarli si può". Tavola rotonda con le istituzioni; apericena; concerto e guest stars.
Impoverire la conoscenza è compromettere il nostro futuro.
Gli interventi del Governo sui settori della conoscenza negli ultimi 2 anni destrutturano il sistema pubblico di istruzione.
COSA CAMBIA E COSA NON AVREMO PIU’
COME RILANCIARE IL VALORE DELLA FORMAZIONE
PARLIAMONE INSIEME
Programma:
- ore 17.00: Parliamone in “Piazza”- assemblea pubblica per rappresentare cosa sta accadendo
nella scuola, università, ricerca, raccontato da chi in questi luoghi quotidianamente ci vive e
opera, docenti, genitori, studenti, dirigenti, tecnici amministrativi, ricercatori,
amministratori, ecc.
- ore 18.20: Intervento musicale dei ragazzi scuola media E. Fermi di Scandicci
- ore 18.30: “IL FUTURO DELLA CONOSCENZA” Tavola rotonda con rappresentanti delle istituzioni (LAVORI IN CORSO !!!!)
- ore 20.00 APERICENA
- ore 21.00 Concerto del gruppo “CASA DEL VENTO”
Durante l’iniziativa saranno attivi i seguenti stand:
1) Siamo tutti aquilani! La situazione della Conoscenza a L’Aquila dopo il terremoto
2) La FLC/CGIL: materiali informativi su tutti i settori della conoscenza
3) Conoscenza Precaria: i precari del nostro comparto incontrano la cittadinanza per illustrare la propria condizione
4) La conoscenza e i migranti
5) Diversamente conoscenza: sportello informativo sulle normative e le opportunità delle persone disabili
6) Alla Ricerca del tempo che fa: il consorzio LAMMA presenta la propria esperienza
7) Conoscere il territorio: la facoltà di Geologia presenta una parte della propria attività
8) Scuola, territorio, mondo: l’esperienza di una delle nostre scuola, l’ITI Leonardo Da Vinci di Firenze
Sarà attivo un laboratorio artistico dalle 17 alle 19 che oltre a svolgere attività di animazione con i ragazzi presenti, dimostrerà il valore delle attività laboratoriali nella scuola.
Saranno presenti operatori di Novaradio che in diretta intervisteranno i presenti in quanto intendiamo dare uno spazio in cui ognuno possa esprimere la propria esperienza.
La giornata sarà documentata da un video curato da alcuni ex allievi delle nostre scuole.
mercoledì 21 luglio 2010
Alcune domande al Direttore dell’Ufficio scolastico
SCUOLA, DANTI: CINQUE DOMANDE PER ANGOTTI
Il presidente della commissione Cultura e istruzione del Consiglio sollecita il direttore dell’Ufficio scolastico: “Ci sono questioni urgenti che attendono risposte”
“Abbiamo capito che l’agenda del direttore Angotti è straordinariamente piena d’impegni, però sarebbe il caso di trovare il tempo per qualche risposta ai cittadini”. Così il presidente della Commissione Istruzione e cultura, Nicola Danti (Pd), si rivolge al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Cesare Angotti.
Il direttore dell’Ufficio scolastico non è intervenuto alle audizioni fissate in commissione con gli assessori provinciali alla scuola di tutta la Toscana e i rappresentanti di Anci e Uncem e non ha ancora dato la sua disponibilità ad incontrare l’organismo regionale competente per la scuola. Un’assenza che Danti ha rimarcato nel corso della seduta di commissione di oggi: “C’è un problema di rapporti istituzionali con il Consiglio regionale e c’è soprattutto bisogno di dare risposte ai cittadini”. Per questo il Presidente Danti ha deciso di rendere pubblica una prima serie di domande rivolte al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale Angotti:
1) Scuola materna in Toscana: a quanti bambini e per quante classi non viene garantito dal sistema scolastico nazionale il diritto alla scuola dell'infanzia?
2) Tempo pieno: con l'introduzione del maestro unico si è detto che sarebbe stato garantito a chi lo avesse richiesto. Quante sono le classi richieste e quante quelle attivate in Toscana?
3) Sono previste riduzioni di classi e organico nelle aree montane e a bassa densità demografica?
4) Sono state previste risorse adeguate per garantire la continuità educativa in caso di assenza per malattia degli insegnanti?
5) A che punto è l'applicazione della riforma delle scuole secondarie superiori?
“Le domande sono pubbliche – commenta Danti – attendiamo fiduciosi le prime risposte”.
Da http://met.provincia.fi.it
13/07/2010
Il presidente della commissione Cultura e istruzione del Consiglio sollecita il direttore dell’Ufficio scolastico: “Ci sono questioni urgenti che attendono risposte”
“Abbiamo capito che l’agenda del direttore Angotti è straordinariamente piena d’impegni, però sarebbe il caso di trovare il tempo per qualche risposta ai cittadini”. Così il presidente della Commissione Istruzione e cultura, Nicola Danti (Pd), si rivolge al direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Cesare Angotti.
Il direttore dell’Ufficio scolastico non è intervenuto alle audizioni fissate in commissione con gli assessori provinciali alla scuola di tutta la Toscana e i rappresentanti di Anci e Uncem e non ha ancora dato la sua disponibilità ad incontrare l’organismo regionale competente per la scuola. Un’assenza che Danti ha rimarcato nel corso della seduta di commissione di oggi: “C’è un problema di rapporti istituzionali con il Consiglio regionale e c’è soprattutto bisogno di dare risposte ai cittadini”. Per questo il Presidente Danti ha deciso di rendere pubblica una prima serie di domande rivolte al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale Angotti:
1) Scuola materna in Toscana: a quanti bambini e per quante classi non viene garantito dal sistema scolastico nazionale il diritto alla scuola dell'infanzia?
2) Tempo pieno: con l'introduzione del maestro unico si è detto che sarebbe stato garantito a chi lo avesse richiesto. Quante sono le classi richieste e quante quelle attivate in Toscana?
3) Sono previste riduzioni di classi e organico nelle aree montane e a bassa densità demografica?
4) Sono state previste risorse adeguate per garantire la continuità educativa in caso di assenza per malattia degli insegnanti?
5) A che punto è l'applicazione della riforma delle scuole secondarie superiori?
“Le domande sono pubbliche – commenta Danti – attendiamo fiduciosi le prime risposte”.
Da http://met.provincia.fi.it
13/07/2010
lunedì 19 luglio 2010
Documento conclusivo dell’Incontro Nazionale scuole – Parma 4 luglio 2010
Domenica 4 luglio 2010 si è tenuto a Parma l’Incontro Nazionale delle Scuole, al quale hanno preso parte genitori e docenti impegnati nella Difesa della Scuola della Costituzione provenienti dalle seguenti città: Torino, Novara, Milano, Bologna, Modena, Ferrara, Piacenza, Vicenza, Padova, Roma, Napoli, Carpi, Parma, Versilia, Lucca, Livorno, Genova.
L’Incontro Nazionale delle Scuole si poneva i seguenti obiettivi:
1) comprendere dalla voce di chi ne è stato testimone e protagonista il livello di mobilitazione che le diverse realtà territoriali hanno espresso nell’anno scolastico appena concluso;
2) valutare il livello di mobilitazione che sarà possibile esprimere nei prossimi mesi, ed in particolare nel mese di settembre 2010;
3) confrontarsi sulle iniziative di protesta e di sensibilizzazione finora realizzate contro la “riforma” Gelmini, i tagli agli organici e ai finanziamenti alla scuola pubblica;
4) delineare possibili strategie da mettere in atto a livello locale e nazionale a partire dalle prossime settimane.
I partecipanti, intervenendo a titolo personale o come portavoce di comitati, associazioni, coordinamenti, movimenti ed organizzazioni che condividono l’allarme per la situazione disastrosa nella quale si trova la Scuola della Repubblica, hanno cercato di comporre un quadro complessivo di quanto è avvenuto nel paese, al fine di elaborare un elenco di proposte di mobilitazione condivise e strategie concrete per iniziative da promuovere a livello locale e nazionale a partire dalle prossime settimane, ad iniziare dai presidi del 6 luglio e del 15 luglio a Roma.
Tra le tematiche generali che hanno coinvolto genitori, docenti e studenti nelle proteste degli scorsi mesi, sono state indicate: il ricorso al TAR del Lazio sulla Circolare Gelmini sulle iscrizioni alle scuole superiori; il riconoscimento degli OO.CC. come interlocutori a pieno titolo dell’amministrazione scolastica e degli organi istituzionali, con particolare riferimento alla componente genitori, che si sta organizzando in una rete di Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo delle Scuole Statali di ogni ordine e grado (sulle questioni di residui attivi, contributi volontari, ora alternativa all’IRC e richiesta organico aggiuntivo, supplenze, classi sovraffollate, etc); la gestione dei rapporti con enti e istituzioni, con particolare riferimento ai rapporti con le regioni in materia di politica scolastica; le parole d’ordine per un’azione unitaria e compatta.
SONO TRE LE INIZIATIVE IMMEDIATE che l’Incontro nazionale delle Scuole ha condiviso e assunto:
• Appello ai presidenti di Regioni e Province, ai sindaci e al mondo della cultura per la Difesa della Scuola della Costituzione e del sostegno ai ricorrenti nell’udienza del 19 luglio al TAR del Lazio
• Appello per ottenere il ripristino immediato degli organici
• Mozione per Collegi Docenti di settembre sulla situazione delle singole scuole
Sono state inoltre condivise le seguenti PROPOSTE DI MOBILITAZIONE:
• Approfittare dei lati positivi della frammentazione per CONNETTERSI ED ESSERE PRESENTI SUL TERRITORIO, MA COORDINANDOSI A LIVELLO NAZIONALE (ad es. coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto a livello comunale, provinciale e regionale; coordinamento delle scuole superiori, coordinamento per la materia alternativa all’IRC, coordinamento sulla questione del Tempo Pieno e dei Moduli e agli orari spezzatino etc), portando tutte le proposte che emergono in rete nei coordinamenti locali.
• APRIRE LE SCUOLE, FARE INFORMAZIONE SU QUANTO ACCADE, FAR COMPRENDERE IL LEGAME FRA ISTRUIRE ED EDUCARE, RINSALDARE L’ALLEANZA DOCENTI-GENITORI-STUDENTI. CERCARE L’ALLEANZA CON UNIVERSITA’ E RICERCA.
• PRIMO GIORNO DI SCUOLA RIBELLE: ferma restando l’ipotesi di uno sciopero, la cui convocazione non ci compete, ci impegniamo ad organizzare INIZIATIVE DI PROTESTA IN OGNI SCUOLA, A FAR CIRCOLARE IDEE CREATIVE PER L’OCCASIONE, ALCUNE DELLE QUALI POTRANNO DIVENTARE CAMPAGNE A LIVELLO NAZIONALE.
• IL 29 SETTEMBRE POTREBBE ESSERE LA GIORNATA DI INIZIATIVE NELLE CITTA’: FLASH MOB, CAMPAGNA SUGLI AUTOBUS “TUTTI DEVONO SAPERE”, GAZEBO E SCIOPERI DELLA FAME A STAFFETTA, SETTIMANA BIANCA CON SCUOLE APERTE, ETC. LE MOBILITAZIONI PROSEGUIRANNO ANCHE NEI GIORNI SUCCESSIVI.
• A INIZIO OTTOBRE SI TERRA’ UN NUOVO INCONTRO NAZIONALE per verificare le forze per iniziative ambiziose, come una MANIFESTAZIONE NAZIONALE. IN QUELL’OCCASIONE SI PARTECIPERA’ SOTTO MANDATO, CIOE’ DOPO AVER SVOLTO ASSEMBLEE NEI TERRITORI SULLE PROPOSTE EMERSE.
• PORRE ATTENZIONE ALL’ANDAMENTO DEI PATTI TERRITORIALI E DEI DECRETI SALVAPRECARI, CON MOZIONI DEI COLLEGI DOCENTI AFFINCHE’ SIANO ATTENTAMENTE VALUTATE LE ASSUNZIONI DI QUESTI LAVORATORI E LE MANSIONI CUI VANNO DESTINATI (NON SU DISABILITA’ E SUPPLENZE).
• ISTITUIRE UN OSSERVATORIO PERMANENTE DENTRO USR ED USP,uno spazio autogestito per lettere di lamentele con un giorno alla settimana di audizioni, una sorta di question time. Sarà uno strumento per tenere fermo il rapporto con gli uffici scolastici e pretendere che rispondano sulla sentenza del TAR e successivamente su tutte le altre questioni. Se ritengono di non essere responsabili, gli USP e gli USR devono chiedere ufficialmente chiarimenti al MIUR, nei confronti del quale va tenuto alto il livello di pressione e di controllo.
• APERTURA E COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE CATEGORIE DI LAVORATORI E DI TUTTA LA CITTADINANZA IN DIFESA DELLA SCUOLA STATALE COME DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO, DI UN BENE COMUNE GARANTITO DALLA NOSTRA COSTITUZIONE A TUTTI E A TUTTE (da collegare alla questione dell’educazione degli adulti per sancire il diritto di tutti alla conoscenza)
• SULLA DISABILITA’ CONDURRE UN’AMPIA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE rivolta a docenti e genitori sulle tematiche della solidarietà e della parità di diritti, anche in riferimento alle norme di sicurezza delle aule
• PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI PER GLI OO.CC. CON UNA SIGLA COMUNE (Liste Buona Scuola, Liste Incontro Nazionale Scuole…) che si presenti su un programma definito ed un’idea precisa di scuola sulla quale coinvolgere i genitori, gli studenti ed il personale scolastico. La LIP potrebbe essere una buona base di partenza.
• COSTRUIRE UN SITO di informazione a livello nazionale, dove i rappresentanti dei Consigli di Istituto e di Circolo possano trovare risposta alle loro domande. In alternativa si potrebbe fare riferimento ad uno dei siti già esistenti ed è stato proposto Genitori e Scuola
• PORTARE AVANTI UN’INIZIATIVA COMUNE E CONDIVISA SULLA QUESTIONE DELLA SICUREZZA DELLE AULE SCOLASTICHE, CON INCONTRI PUBBLICI CON VIGILI DEL FUOCO, ASL, DIRIGENTI USP ED USR, DIRIGENTI SCOLASTICI…
• ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA CONTRO LE CATTEDRE OLTRE LE 18 ORE
• FAR DIVENTARE LE CAMERE DEL LAVORO TERRITORIALI LUOGHI DI DIFESA DEI DIRITTI DEI CITTADINI per appoggiare tutte le iniziative di contenzioso (ricorsi) che si deciderà di avviare
• SOTTOLINEARE COME I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SI TRADURRANNO IN UNO SCADIMENTO GRAVISSIMO DELLA QUALITA’ DELLA SCUOLA ITALIANA ED IN UN IMPOVERIMENTO CULTURALE GENERALE DEL PAESE, IMPEGNANDO I DIVERSI SOGGETTI ISTITUZIONALI AD ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ NELL’IMPEDIRE CHE TALI PROSPETTIVE SI REALIZZINO
L’Incontro Nazionale delle Scuole si poneva i seguenti obiettivi:
1) comprendere dalla voce di chi ne è stato testimone e protagonista il livello di mobilitazione che le diverse realtà territoriali hanno espresso nell’anno scolastico appena concluso;
2) valutare il livello di mobilitazione che sarà possibile esprimere nei prossimi mesi, ed in particolare nel mese di settembre 2010;
3) confrontarsi sulle iniziative di protesta e di sensibilizzazione finora realizzate contro la “riforma” Gelmini, i tagli agli organici e ai finanziamenti alla scuola pubblica;
4) delineare possibili strategie da mettere in atto a livello locale e nazionale a partire dalle prossime settimane.
I partecipanti, intervenendo a titolo personale o come portavoce di comitati, associazioni, coordinamenti, movimenti ed organizzazioni che condividono l’allarme per la situazione disastrosa nella quale si trova la Scuola della Repubblica, hanno cercato di comporre un quadro complessivo di quanto è avvenuto nel paese, al fine di elaborare un elenco di proposte di mobilitazione condivise e strategie concrete per iniziative da promuovere a livello locale e nazionale a partire dalle prossime settimane, ad iniziare dai presidi del 6 luglio e del 15 luglio a Roma.
Tra le tematiche generali che hanno coinvolto genitori, docenti e studenti nelle proteste degli scorsi mesi, sono state indicate: il ricorso al TAR del Lazio sulla Circolare Gelmini sulle iscrizioni alle scuole superiori; il riconoscimento degli OO.CC. come interlocutori a pieno titolo dell’amministrazione scolastica e degli organi istituzionali, con particolare riferimento alla componente genitori, che si sta organizzando in una rete di Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo delle Scuole Statali di ogni ordine e grado (sulle questioni di residui attivi, contributi volontari, ora alternativa all’IRC e richiesta organico aggiuntivo, supplenze, classi sovraffollate, etc); la gestione dei rapporti con enti e istituzioni, con particolare riferimento ai rapporti con le regioni in materia di politica scolastica; le parole d’ordine per un’azione unitaria e compatta.
SONO TRE LE INIZIATIVE IMMEDIATE che l’Incontro nazionale delle Scuole ha condiviso e assunto:
• Appello ai presidenti di Regioni e Province, ai sindaci e al mondo della cultura per la Difesa della Scuola della Costituzione e del sostegno ai ricorrenti nell’udienza del 19 luglio al TAR del Lazio
• Appello per ottenere il ripristino immediato degli organici
• Mozione per Collegi Docenti di settembre sulla situazione delle singole scuole
Sono state inoltre condivise le seguenti PROPOSTE DI MOBILITAZIONE:
• Approfittare dei lati positivi della frammentazione per CONNETTERSI ED ESSERE PRESENTI SUL TERRITORIO, MA COORDINANDOSI A LIVELLO NAZIONALE (ad es. coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto a livello comunale, provinciale e regionale; coordinamento delle scuole superiori, coordinamento per la materia alternativa all’IRC, coordinamento sulla questione del Tempo Pieno e dei Moduli e agli orari spezzatino etc), portando tutte le proposte che emergono in rete nei coordinamenti locali.
• APRIRE LE SCUOLE, FARE INFORMAZIONE SU QUANTO ACCADE, FAR COMPRENDERE IL LEGAME FRA ISTRUIRE ED EDUCARE, RINSALDARE L’ALLEANZA DOCENTI-GENITORI-STUDENTI. CERCARE L’ALLEANZA CON UNIVERSITA’ E RICERCA.
• PRIMO GIORNO DI SCUOLA RIBELLE: ferma restando l’ipotesi di uno sciopero, la cui convocazione non ci compete, ci impegniamo ad organizzare INIZIATIVE DI PROTESTA IN OGNI SCUOLA, A FAR CIRCOLARE IDEE CREATIVE PER L’OCCASIONE, ALCUNE DELLE QUALI POTRANNO DIVENTARE CAMPAGNE A LIVELLO NAZIONALE.
• IL 29 SETTEMBRE POTREBBE ESSERE LA GIORNATA DI INIZIATIVE NELLE CITTA’: FLASH MOB, CAMPAGNA SUGLI AUTOBUS “TUTTI DEVONO SAPERE”, GAZEBO E SCIOPERI DELLA FAME A STAFFETTA, SETTIMANA BIANCA CON SCUOLE APERTE, ETC. LE MOBILITAZIONI PROSEGUIRANNO ANCHE NEI GIORNI SUCCESSIVI.
• A INIZIO OTTOBRE SI TERRA’ UN NUOVO INCONTRO NAZIONALE per verificare le forze per iniziative ambiziose, come una MANIFESTAZIONE NAZIONALE. IN QUELL’OCCASIONE SI PARTECIPERA’ SOTTO MANDATO, CIOE’ DOPO AVER SVOLTO ASSEMBLEE NEI TERRITORI SULLE PROPOSTE EMERSE.
• PORRE ATTENZIONE ALL’ANDAMENTO DEI PATTI TERRITORIALI E DEI DECRETI SALVAPRECARI, CON MOZIONI DEI COLLEGI DOCENTI AFFINCHE’ SIANO ATTENTAMENTE VALUTATE LE ASSUNZIONI DI QUESTI LAVORATORI E LE MANSIONI CUI VANNO DESTINATI (NON SU DISABILITA’ E SUPPLENZE).
• ISTITUIRE UN OSSERVATORIO PERMANENTE DENTRO USR ED USP,uno spazio autogestito per lettere di lamentele con un giorno alla settimana di audizioni, una sorta di question time. Sarà uno strumento per tenere fermo il rapporto con gli uffici scolastici e pretendere che rispondano sulla sentenza del TAR e successivamente su tutte le altre questioni. Se ritengono di non essere responsabili, gli USP e gli USR devono chiedere ufficialmente chiarimenti al MIUR, nei confronti del quale va tenuto alto il livello di pressione e di controllo.
• APERTURA E COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE CATEGORIE DI LAVORATORI E DI TUTTA LA CITTADINANZA IN DIFESA DELLA SCUOLA STATALE COME DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO, DI UN BENE COMUNE GARANTITO DALLA NOSTRA COSTITUZIONE A TUTTI E A TUTTE (da collegare alla questione dell’educazione degli adulti per sancire il diritto di tutti alla conoscenza)
• SULLA DISABILITA’ CONDURRE UN’AMPIA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE rivolta a docenti e genitori sulle tematiche della solidarietà e della parità di diritti, anche in riferimento alle norme di sicurezza delle aule
• PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI PER GLI OO.CC. CON UNA SIGLA COMUNE (Liste Buona Scuola, Liste Incontro Nazionale Scuole…) che si presenti su un programma definito ed un’idea precisa di scuola sulla quale coinvolgere i genitori, gli studenti ed il personale scolastico. La LIP potrebbe essere una buona base di partenza.
• COSTRUIRE UN SITO di informazione a livello nazionale, dove i rappresentanti dei Consigli di Istituto e di Circolo possano trovare risposta alle loro domande. In alternativa si potrebbe fare riferimento ad uno dei siti già esistenti ed è stato proposto Genitori e Scuola
• PORTARE AVANTI UN’INIZIATIVA COMUNE E CONDIVISA SULLA QUESTIONE DELLA SICUREZZA DELLE AULE SCOLASTICHE, CON INCONTRI PUBBLICI CON VIGILI DEL FUOCO, ASL, DIRIGENTI USP ED USR, DIRIGENTI SCOLASTICI…
• ORGANIZZARE UNA CAMPAGNA CONTRO LE CATTEDRE OLTRE LE 18 ORE
• FAR DIVENTARE LE CAMERE DEL LAVORO TERRITORIALI LUOGHI DI DIFESA DEI DIRITTI DEI CITTADINI per appoggiare tutte le iniziative di contenzioso (ricorsi) che si deciderà di avviare
• SOTTOLINEARE COME I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SI TRADURRANNO IN UNO SCADIMENTO GRAVISSIMO DELLA QUALITA’ DELLA SCUOLA ITALIANA ED IN UN IMPOVERIMENTO CULTURALE GENERALE DEL PAESE, IMPEGNANDO I DIVERSI SOGGETTI ISTITUZIONALI AD ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ NELL’IMPEDIRE CHE TALI PROSPETTIVE SI REALIZZINO
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